Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: in cosa consiste?

06 Ott 2017
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: in cosa consiste?

Licenziare per giustificato motivo

Il licenziamento è una fase molto difficile da affrontare ma spesso si rivela necessario per il benessere dell’azienda. In questi casi è importante tutelare tanto il dipendente quanto il datore di lavoro e per questo il nostro ordinamento ha previsto alcune distinzioni utili per fare chiarezza.

L’elemento chiave quando si parla di licenziamento riguarda il motivo che spinge l’azienda a prendere questa decisione. Secondo il nostro regolamento, i motivi possono essere due: oggettivi o soggettivi. In entrambi i casi il titolare è tenuto a dare una motivazione ben precisa che giustifica la sua scelta.

Oggi vogliamo concentrarci in particolare sul licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Vuoi saperne di più? Allora continua con la lettura dell’articolo!

 Giustificato motivo: a cosa si riferisce?

Molti nostri clienti imprenditori si sono trovati in difficoltà davanti a questa distinzione. A pensarci bene, parlare di giustificato motivo oggettivo non è così intuitivo come sembra.

Facciamo un passo indietro.

Il licenziamento per giustificato motivo (sia oggettivo che soggettivo) può interessare uno o più lavoratori, anche se non ha nulla a che vedere con il licenziamento collettivo, e necessita di un preavviso in base al contratto di lavoro del dipendente. In questo modo è possibile comunicare al dipendente le ragioni che hanno portato l’azienda a prendere questa decisione.

Si parla di motivo oggettivo quando l’impresa mostra una specifica necessità, ad esempio in caso di crisi aziendale, e può riguardare sia aspetti dell’attività produttiva, dell’organizzazione del lavoro e del suo funzionamento.

Il giustificato motivo soggettivo invece, è legato a un importante inadempimento agli obblighi contrattuali del dipendente.

Cosa succede in caso di ricorso?

Quando il datore di lavoro si rende conto che per il benessere dell’azienda è necessario licenziare un dipendente, deve avere la possibilità di farlo. Ed è proprio in questo caso che entra in gioco il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

In questo caso, se il lavoratore decide di contestare la scelta dell’azienda, il datore di lavoro dovrà essere in grado di dimostrare le cause che hanno reso necessaria questa decisione. Per esempio un motivo valido può essere il riassetto dell’impresa che richiede una riduzione del personale.

L’azienda dovrà dimostrare:

  • La sussistenza delle ragioni del licenziamento
  • Il nesso di causalità con il recesso del contratto
  • L’impossibilità di ricollocare il dipendente

Il giudice ha l’obbligo di controllare la veridicità delle prove ma non potrà entrare nel merito delle scelte del datore di lavoro. Se ad esempio l’azienda ha ritenuto necessario un ridimensionamento o una riorganizzazione, il giudice non potrà opporsi.

La tua azienda sta affrontando un periodo di crisi e hai pensato di licenziare uno o più dipendenti? In questa fase difficile da affrontare è importante poter contare su un consulente del lavoro. Contatta il nostro team e scopri come possiamo aiutarti!
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: in cosa consiste? ultima modifica: 2017-10-06T09:00:59+00:00 da Team Strogoff
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